VITTORIA ZHANG YAN

Sorella II, pigmenti minerali su carta, cm 56×76
Nell’opera “Sorella II” l’artista sviluppa una ricerca pittorica in cui la figura emerge come traccia fragile e poetica all’interno di una superficie dominata dalla materia cromatica. La sagoma femminile, appena delineata da un segno leggero e quasi evanescente, appare immersa in un campo visivo attraversato da pigmenti minerali che si distribuiscono sulla carta come frammenti di energia e memoria.
Il volto e il corpo della figura non sono costruiti attraverso una definizione anatomica tradizionale, ma suggeriti da linee sottili e da pochi elementi essenziali. Questo procedimento genera un’immagine sospesa, in cui la presenza umana sembra dissolversi nella stessa materia pittorica che la circonda. La figura diventa così una sorta di apparizione, un segno delicato che emerge e si disperde all’interno della superficie.
L’uso dei pigmenti minerali introduce una dimensione tattile e luminosa alla composizione. Le piccole esplosioni di colore — rossi, aranci, blu e gialli — si distribuiscono come costellazioni su uno sfondo chiaro, creando un dialogo tra gesto spontaneo e costruzione poetica dello spazio. Questi frammenti cromatici sembrano depositarsi sulla figura, trasformando il corpo in un territorio attraversato da segni, ricordi e vibrazioni emotive. La composizione mantiene un equilibrio sottile tra figurazione e astrazione. Il disegno suggerisce la presenza di una donna, ma la materia pittorica tende continuamente a dissolvere questa forma, generando un’immagine che vive nella tensione tra apparizione e dissolvenza.
In “Sorella II” la pittura si trasforma così in una riflessione sulla fragilità della presenza e sulla memoria dei corpi. La figura non è semplicemente rappresentata: è evocata, come se emergesse da un paesaggio interiore fatto di segni, colore e silenzio.
Sandro Serradifalco
Nell’opera “Sorella II” l’artista sviluppa una ricerca pittorica in cui la figura emerge come traccia fragile e poetica all’interno di una superficie dominata dalla materia cromatica. La sagoma femminile, appena delineata da un segno leggero e quasi evanescente, appare immersa in un campo visivo attraversato da pigmenti minerali che si distribuiscono sulla carta come frammenti di energia e memoria.
Il volto e il corpo della figura non sono costruiti attraverso una definizione anatomica tradizionale, ma suggeriti da linee sottili e da pochi elementi essenziali. Questo procedimento genera un’immagine sospesa, in cui la presenza umana sembra dissolversi nella stessa materia pittorica che la circonda. La figura diventa così una sorta di apparizione, un segno delicato che emerge e si disperde all’interno della superficie.
L’uso dei pigmenti minerali introduce una dimensione tattile e luminosa alla composizione. Le piccole esplosioni di colore — rossi, aranci, blu e gialli — si distribuiscono come costellazioni su uno sfondo chiaro, creando un dialogo tra gesto spontaneo e costruzione poetica dello spazio. Questi frammenti cromatici sembrano depositarsi sulla figura, trasformando il corpo in un territorio attraversato da segni, ricordi e vibrazioni emotive. La composizione mantiene un equilibrio sottile tra figurazione e astrazione. Il disegno suggerisce la presenza di una donna, ma la materia pittorica tende continuamente a dissolvere questa forma, generando un’immagine che vive nella tensione tra apparizione e dissolvenza.
In “Sorella II” la pittura si trasforma così in una riflessione sulla fragilità della presenza e sulla memoria dei corpi. La figura non è semplicemente rappresentata: è evocata, come se emergesse da un paesaggio interiore fatto di segni, colore e silenzio.
Sandro Serradifalco
VITTORIA ZHANG YAN

Sorella II, pigmenti minerali su carta, cm 56×76