TERESA IANNONE

NYC, tecnica mista su tela, lavorazione a spatola, 80×70 cm
In NYC di Teresa Iannone la città non viene descritta né citata in modo riconoscibile, ma assorbita fino a diventare vibrazione pura, densità cromatica, corpo materico. L’opera, realizzata con tecnica mista e lavorata a spatola su tela 80×70, si presenta come una superficie stratificata e pulsante, dove il rosso incandescente e il nero profondo non sono semplici campiture ma forze in tensione, elementi strutturali di una visione che nasce dall’urto e dalla sovrapposizione. Il rosso attraversa la composizione come un flusso energetico continuo: evoca insegne notturne, riflessi metallici, bagliori urbani filtrati da vetro e acciaio, ma ogni possibile riferimento figurativo si dissolve immediatamente nella materia, lasciando spazio a una percezione più fisica che narrativa. Il nero, denso e avvolgente, non chiude lo spazio ma lo sostiene, lo organizza in un reticolo implicito che richiama l’ossatura architettonica della metropoli, una griglia invisibile che trattiene e al tempo stesso amplifica la combustione cromatica. La spatola incide, graffia, sovrappone e rimuove; il gesto appare energico ma non caotico, guidato da una consapevolezza compositiva che alterna pieni e rarefazioni, addensamenti e improvvise aperture luminose. Si percepiscono verticalità e orizzontalità che suggeriscono skyline, facciate, impalcature, ma l’immagine resta sospesa tra evocazione e astrazione, come se la città fosse osservata dall’interno del suo stesso battito. Non è la New York iconica delle prospettive cartolinesche, bensì una New York interiorizzata, compressa in un campo pittorico che vibra di tensione e calore. La luce sembra affiorare dagli strati sottostanti, come un bagliore trattenuto sotto la pelle della tela, e questa luminosità sotterranea conferisce all’opera un senso di profondità quasi tellurica. Il dialogo con l’informale europeo è evidente nella centralità della materia e nella gestualità incisiva, ma l’opera mantiene una cifra fortemente contemporanea, legata a una sensibilità urbana che traduce l’esperienza metropolitana in ritmo visivo. L’equilibrio tra impulso e controllo, tra esplosione cromatica e struttura compositiva, costruisce una dialettica serrata che tiene lo sguardo in costante movimento. Non c’è un punto di quiete definitivo: l’occhio scorre, si addentra nelle stratificazioni, cerca appigli tra le abrasioni e le sovrapposizioni, come attraversando una città fatta di memoria e attrito. NYC diventa così non la rappresentazione di un luogo, ma la restituzione di una temperatura emotiva, di una pressione interna che trasforma lo spazio urbano in esperienza sensoriale. È una pittura che non concede distanza contemplativa, ma coinvolge e avvolge, imponendo una relazione fisica con la superficie. In questa tensione tra costruzione e cancellazione, tra luce che emerge e ombra che trattiene, si manifesta la forza espressiva di Teresa Iannone: una ricerca che trova nella materia il linguaggio più autentico per tradurre la complessità del contemporaneo.
Sandro Serradifalco
In NYC di Teresa Iannone la città non viene descritta né citata in modo riconoscibile, ma assorbita fino a diventare vibrazione pura, densità cromatica, corpo materico. L’opera, realizzata con tecnica mista e lavorata a spatola su tela 80×70, si presenta come una superficie stratificata e pulsante, dove il rosso incandescente e il nero profondo non sono semplici campiture ma forze in tensione, elementi strutturali di una visione che nasce dall’urto e dalla sovrapposizione. Il rosso attraversa la composizione come un flusso energetico continuo: evoca insegne notturne, riflessi metallici, bagliori urbani filtrati da vetro e acciaio, ma ogni possibile riferimento figurativo si dissolve immediatamente nella materia, lasciando spazio a una percezione più fisica che narrativa. Il nero, denso e avvolgente, non chiude lo spazio ma lo sostiene, lo organizza in un reticolo implicito che richiama l’ossatura architettonica della metropoli, una griglia invisibile che trattiene e al tempo stesso amplifica la combustione cromatica. La spatola incide, graffia, sovrappone e rimuove; il gesto appare energico ma non caotico, guidato da una consapevolezza compositiva che alterna pieni e rarefazioni, addensamenti e improvvise aperture luminose. Si percepiscono verticalità e orizzontalità che suggeriscono skyline, facciate, impalcature, ma l’immagine resta sospesa tra evocazione e astrazione, come se la città fosse osservata dall’interno del suo stesso battito. Non è la New York iconica delle prospettive cartolinesche, bensì una New York interiorizzata, compressa in un campo pittorico che vibra di tensione e calore. La luce sembra affiorare dagli strati sottostanti, come un bagliore trattenuto sotto la pelle della tela, e questa luminosità sotterranea conferisce all’opera un senso di profondità quasi tellurica. Il dialogo con l’informale europeo è evidente nella centralità della materia e nella gestualità incisiva, ma l’opera mantiene una cifra fortemente contemporanea, legata a una sensibilità urbana che traduce l’esperienza metropolitana in ritmo visivo. L’equilibrio tra impulso e controllo, tra esplosione cromatica e struttura compositiva, costruisce una dialettica serrata che tiene lo sguardo in costante movimento. Non c’è un punto di quiete definitivo: l’occhio scorre, si addentra nelle stratificazioni, cerca appigli tra le abrasioni e le sovrapposizioni, come attraversando una città fatta di memoria e attrito. NYC diventa così non la rappresentazione di un luogo, ma la restituzione di una temperatura emotiva, di una pressione interna che trasforma lo spazio urbano in esperienza sensoriale. È una pittura che non concede distanza contemplativa, ma coinvolge e avvolge, imponendo una relazione fisica con la superficie. In questa tensione tra costruzione e cancellazione, tra luce che emerge e ombra che trattiene, si manifesta la forza espressiva di Teresa Iannone: una ricerca che trova nella materia il linguaggio più autentico per tradurre la complessità del contemporaneo.
Sandro Serradifalco
TERESA IANNONE

NYC, tecnica mista su tela, lavorazione a spatola, cm 80×70