SUSANNA DORE

Thalyndra, olio su tela, cm 30×40
Nell’opera Thalyndra, l’artista costruisce un paesaggio marino che si apre come una visione sospesa tra realtà e dimensione immaginifica, in cui la natura diventa spazio di contemplazione e introspezione. La scena, dominata dall’ampiezza del mare e del cielo, accoglie al suo centro una piccola imbarcazione solitaria, trasformando l’immagine in una meditazione sul rapporto tra individuo e infinito. La composizione si articola secondo una scansione orizzontale che alterna fasce cromatiche distinte, dal moto ondoso in primo piano fino alla distesa celeste, creando una profondità progressiva che guida lo sguardo verso l’orizzonte. La presenza della barca, collocata in posizione centrale ma distante, introduce un punto di equilibrio visivo e simbolico, enfatizzando il senso di isolamento e di ricerca. La tavolozza cromatica si sviluppa attraverso accostamenti delicati e suggestivi: i blu intensi del mare dialogano con le tonalità rosate e violacee del cielo, mentre il bianco delle nuvole e delle onde costruisce contrasti morbidi e luminosi. Il colore, steso con attenzione e continuità, contribuisce a definire un’atmosfera onirica, quasi fuori dal tempo. Particolarmente significativa è la resa della luce, che sembra diffondersi uniformemente senza una fonte precisa, avvolgendo gli elementi in una dimensione rarefatta. Le onde, ritmate e leggere, introducono un movimento costante ma non inquieto, suggerendo una condizione di equilibrio dinamico. Thalyndra si configura così come una riflessione sulla solitudine intesa non come assenza, ma come spazio di ascolto e apertura. Un’opera che invita a perdersi nell’orizzonte, a misurarsi con la vastità del mondo e con la propria interiorità, restituendo attraverso la pittura un senso di quiete profonda e di silenziosa ricerca.
Sandro Serradifalco
Nell’opera Thalyndra, l’artista costruisce un paesaggio marino che si apre come una visione sospesa tra realtà e dimensione immaginifica, in cui la natura diventa spazio di contemplazione e introspezione. La scena, dominata dall’ampiezza del mare e del cielo, accoglie al suo centro una piccola imbarcazione solitaria, trasformando l’immagine in una meditazione sul rapporto tra individuo e infinito. La composizione si articola secondo una scansione orizzontale che alterna fasce cromatiche distinte, dal moto ondoso in primo piano fino alla distesa celeste, creando una profondità progressiva che guida lo sguardo verso l’orizzonte. La presenza della barca, collocata in posizione centrale ma distante, introduce un punto di equilibrio visivo e simbolico, enfatizzando il senso di isolamento e di ricerca. La tavolozza cromatica si sviluppa attraverso accostamenti delicati e suggestivi: i blu intensi del mare dialogano con le tonalità rosate e violacee del cielo, mentre il bianco delle nuvole e delle onde costruisce contrasti morbidi e luminosi. Il colore, steso con attenzione e continuità, contribuisce a definire un’atmosfera onirica, quasi fuori dal tempo. Particolarmente significativa è la resa della luce, che sembra diffondersi uniformemente senza una fonte precisa, avvolgendo gli elementi in una dimensione rarefatta. Le onde, ritmate e leggere, introducono un movimento costante ma non inquieto, suggerendo una condizione di equilibrio dinamico. Thalyndra si configura così come una riflessione sulla solitudine intesa non come assenza, ma come spazio di ascolto e apertura. Un’opera che invita a perdersi nell’orizzonte, a misurarsi con la vastità del mondo e con la propria interiorità, restituendo attraverso la pittura un senso di quiete profonda e di silenziosa ricerca.
Sandro Serradifalco
SUSANNA DORE

Thalyndra, olio su tela, cm 30×40