SALVATORE DI SIMONE

Nel mio rifugio, olio su tela, ø cm 80×100

Nell’opera “Nel mio rifugio” l’artista costruisce una scena dal forte carattere simbolico in cui la dimensione dell’intimità si intreccia con quella dell’immaginazione. Al centro della composizione compare la figura di una giovane distesa all’interno della sagoma aperta di un grande strumento musicale, trasformato in uno spazio protettivo e accogliente. Il corpo rilassato e la postura capovolta della lettura suggeriscono un momento di abbandono e di libertà mentale, in cui il rifugio non è soltanto fisico ma soprattutto interiore.

La composizione si sviluppa in un equilibrio narrativo ricco di dettagli che ampliano il significato della scena. Il mare che si estende all’orizzonte introduce un senso di apertura e di respiro, mentre gli oggetti disseminati attorno alla figura – libri, conchiglie, piccoli elementi naturali – evocano un universo personale fatto di memorie, conoscenza e contemplazione. Il grande strumento musicale diventa così metafora della creatività e dell’armonia, un guscio simbolico in cui la mente può trovare spazio per sognare e riflettere.

La pittura a olio si distingue per la cura minuziosa dei particolari e per la luminosità delle campiture cromatiche. I toni caldi del legno dello strumento dialogano con l’azzurro intenso del mare e del cielo, creando un contrasto equilibrato che valorizza la centralità della figura. Le linee morbide e la definizione nitida delle forme conferiscono all’immagine una qualità quasi fiabesca, sospesa tra realtà e dimensione immaginaria.

In “Nel mio rifugio” la pittura diventa così racconto visivo di uno spazio mentale protetto, dove musica, lettura e natura si fondono in un’unica dimensione poetica. L’opera celebra il valore del tempo interiore e della creatività, suggerendo che il vero rifugio si trova nella capacità di ascoltare sé stessi e di lasciarsi attraversare dalla bellezza del mondo.

Sandro Serradifalco

Nell’opera “Nel mio rifugio” l’artista costruisce una scena dal forte carattere simbolico in cui la dimensione dell’intimità si intreccia con quella dell’immaginazione. Al centro della composizione compare la figura di una giovane distesa all’interno della sagoma aperta di un grande strumento musicale, trasformato in uno spazio protettivo e accogliente. Il corpo rilassato e la postura capovolta della lettura suggeriscono un momento di abbandono e di libertà mentale, in cui il rifugio non è soltanto fisico ma soprattutto interiore.

La composizione si sviluppa in un equilibrio narrativo ricco di dettagli che ampliano il significato della scena. Il mare che si estende all’orizzonte introduce un senso di apertura e di respiro, mentre gli oggetti disseminati attorno alla figura – libri, conchiglie, piccoli elementi naturali – evocano un universo personale fatto di memorie, conoscenza e contemplazione. Il grande strumento musicale diventa così metafora della creatività e dell’armonia, un guscio simbolico in cui la mente può trovare spazio per sognare e riflettere.

La pittura a olio si distingue per la cura minuziosa dei particolari e per la luminosità delle campiture cromatiche. I toni caldi del legno dello strumento dialogano con l’azzurro intenso del mare e del cielo, creando un contrasto equilibrato che valorizza la centralità della figura. Le linee morbide e la definizione nitida delle forme conferiscono all’immagine una qualità quasi fiabesca, sospesa tra realtà e dimensione immaginaria.

In “Nel mio rifugio” la pittura diventa così racconto visivo di uno spazio mentale protetto, dove musica, lettura e natura si fondono in un’unica dimensione poetica. L’opera celebra il valore del tempo interiore e della creatività, suggerendo che il vero rifugio si trova nella capacità di ascoltare sé stessi e di lasciarsi attraversare dalla bellezza del mondo.

Sandro Serradifalco

SALVATORE DI SIMONE

Nel mio rifugio, olio su tela, ø cm 80×100