PIERA BACHIOCCO

I sentieri dell’attesa, olio su tela, cm 100×80

Nell’opera Il potere: le guerre, l’artista costruisce un campo visivo attraversato da tensioni violente e stratificazioni emotive, in cui la materia pittorica diventa luogo di conflitto e testimonianza. La superficie si presenta come un territorio instabile, dominato da una gestualità energica e irruenta che sembra evocare tanto l’atto creativo quanto l’eco di una distruzione in atto.La composizione non si organizza secondo un ordine gerarchico tradizionale, ma si sviluppa attraverso una dinamica centrifuga, in cui segni, colature e stratificazioni cromatiche si espandono e si sovrappongono senza tregua. Le diagonali incisive e i tracciati lineari, talvolta taglienti, introducono un ritmo franto che guida lo sguardo in un percorso disorientante, riflettendo la natura caotica e incontrollabile del tema affrontato.La tavolozza, dominata da rossi accesi, neri profondi e accensioni di giallo e bianco, amplifica la carica espressiva dell’opera. Il rosso, in particolare, si impone come colore simbolico, alludendo tanto alla violenza quanto alla vitalità, mentre le interferenze cromatiche generano contrasti vibranti che restituiscono una percezione quasi sonora dell’immagine. Le velature, le abrasioni e le sovrapposizioni materiche contribuiscono a creare una superficie densa, quasi ferita, che trattiene e restituisce memoria.In questo contesto, la pittura si fa linguaggio immediato e viscerale, capace di trascendere la rappresentazione figurativa per approdare a una dimensione più universale e archetipica. Non vi è narrazione esplicita, ma una suggestione continua di eventi, urti e frammenti che si compongono e si dissolvono sotto lo sguardo dello spettatore.Il potere: le guerre si configura così come una riflessione intensa sulla natura distruttiva del potere e sulla sua capacità di generare disordine e frammentazione. Un’opera che non cerca di spiegare, ma di far percepire, affidando alla forza del gesto e alla materia il compito di tradurre in immagine la complessità e la drammaticità del conflitto umano.

Sandro Serradifalco

Nell’opera Il potere: le guerre, l’artista costruisce un campo visivo attraversato da tensioni violente e stratificazioni emotive, in cui la materia pittorica diventa luogo di conflitto e testimonianza. La superficie si presenta come un territorio instabile, dominato da una gestualità energica e irruenta che sembra evocare tanto l’atto creativo quanto l’eco di una distruzione in atto.La composizione non si organizza secondo un ordine gerarchico tradizionale, ma si sviluppa attraverso una dinamica centrifuga, in cui segni, colature e stratificazioni cromatiche si espandono e si sovrappongono senza tregua. Le diagonali incisive e i tracciati lineari, talvolta taglienti, introducono un ritmo franto che guida lo sguardo in un percorso disorientante, riflettendo la natura caotica e incontrollabile del tema affrontato.La tavolozza, dominata da rossi accesi, neri profondi e accensioni di giallo e bianco, amplifica la carica espressiva dell’opera. Il rosso, in particolare, si impone come colore simbolico, alludendo tanto alla violenza quanto alla vitalità, mentre le interferenze cromatiche generano contrasti vibranti che restituiscono una percezione quasi sonora dell’immagine. Le velature, le abrasioni e le sovrapposizioni materiche contribuiscono a creare una superficie densa, quasi ferita, che trattiene e restituisce memoria.In questo contesto, la pittura si fa linguaggio immediato e viscerale, capace di trascendere la rappresentazione figurativa per approdare a una dimensione più universale e archetipica. Non vi è narrazione esplicita, ma una suggestione continua di eventi, urti e frammenti che si compongono e si dissolvono sotto lo sguardo dello spettatore.Il potere: le guerre si configura così come una riflessione intensa sulla natura distruttiva del potere e sulla sua capacità di generare disordine e frammentazione. Un’opera che non cerca di spiegare, ma di far percepire, affidando alla forza del gesto e alla materia il compito di tradurre in immagine la complessità e la drammaticità del conflitto umano.

Sandro Serradifalco

PIERA BACHIOCCO

Il potere: le guerre, acrilico su tela, cm 100×100