ANTONELLA PANEPUCCIA

Centrotavola in ceramica Raku
In questo centrotavola in ceramica Raku Antonella Panepuccia esplora con sensibilità materica e rigore formale le potenzialità espressive di una tecnica antica, trasformando l’oggetto funzionale in presenza simbolica. La forma irregolare, volutamente asimmetrica, rompe la perfezione geometrica per aderire a una concezione più organica e naturale del volume, evocando una conchiglia, una foglia o un frammento emerso dalla terra. La superficie craquelé, tipica del Raku, diventa protagonista visiva: le sottili fratture della smaltatura non sono semplici effetti decorativi ma trame che raccontano il dialogo tra fuoco, aria e materia, rendendo visibile il processo di trasformazione e la tensione termica che ha generato l’opera. Il contrasto tra l’avorio caldo dello smalto e gli inserti neri, intensi e profondi, crea un equilibrio cromatico sobrio ma incisivo, mentre le linee spiraliformi incise al centro introducono un elemento simbolico di forte suggestione, rimandando a un’idea di ciclicità, energia primordiale e movimento interiore. Le incisioni laterali, leggere ma decise, contribuiscono a scandire la superficie, stabilendo un ritmo grafico che dialoga con la morbidezza dei bordi ondulati. L’opera si colloca così in una dimensione in cui arte e artigianato si fondono, superando la distinzione tra oggetto d’uso e scultura da contemplazione: il centrotavola non è soltanto recipiente, ma spazio rituale, luogo di raccolta e di relazione. Panepuccia dimostra una consapevolezza tecnica che non soffoca l’immediatezza espressiva, lasciando che l’imprevedibilità del Raku partecipi attivamente alla definizione estetica dell’opera. Ne scaturisce un lavoro essenziale e meditativo, dove la materia conserva la memoria del fuoco e si offre allo sguardo come equilibrio fragile tra controllo e casualità, tra gesto umano e forza naturale.
Sandro Serradifalco
In questo centrotavola in ceramica Raku Antonella Panepuccia esplora con sensibilità materica e rigore formale le potenzialità espressive di una tecnica antica, trasformando l’oggetto funzionale in presenza simbolica. La forma irregolare, volutamente asimmetrica, rompe la perfezione geometrica per aderire a una concezione più organica e naturale del volume, evocando una conchiglia, una foglia o un frammento emerso dalla terra. La superficie craquelé, tipica del Raku, diventa protagonista visiva: le sottili fratture della smaltatura non sono semplici effetti decorativi ma trame che raccontano il dialogo tra fuoco, aria e materia, rendendo visibile il processo di trasformazione e la tensione termica che ha generato l’opera. Il contrasto tra l’avorio caldo dello smalto e gli inserti neri, intensi e profondi, crea un equilibrio cromatico sobrio ma incisivo, mentre le linee spiraliformi incise al centro introducono un elemento simbolico di forte suggestione, rimandando a un’idea di ciclicità, energia primordiale e movimento interiore. Le incisioni laterali, leggere ma decise, contribuiscono a scandire la superficie, stabilendo un ritmo grafico che dialoga con la morbidezza dei bordi ondulati. L’opera si colloca così in una dimensione in cui arte e artigianato si fondono, superando la distinzione tra oggetto d’uso e scultura da contemplazione: il centrotavola non è soltanto recipiente, ma spazio rituale, luogo di raccolta e di relazione. Panepuccia dimostra una consapevolezza tecnica che non soffoca l’immediatezza espressiva, lasciando che l’imprevedibilità del Raku partecipi attivamente alla definizione estetica dell’opera. Ne scaturisce un lavoro essenziale e meditativo, dove la materia conserva la memoria del fuoco e si offre allo sguardo come equilibrio fragile tra controllo e casualità, tra gesto umano e forza naturale.
Sandro Serradifalco
ANTONELLA PANEPUCCIA

Centrotavola in ceramica Raku