MARINA LEBRO

Migranti, girocollo scultura in argento lavorato e brunito a mano, con inserti materici di legni di recupero di vecchie imbarcazioni del Mediterraneo
Nell’opera Migranti, l’artista traduce il linguaggio della scultura in una forma indossabile, trasformando il gioiello in dispositivo narrativo e testimonianza materica. Il girocollo si presenta come una composizione articolata, in cui metallo e legno dialogano in un equilibrio carico di significato, superando la funzione ornamentale per assumere una valenza profondamente evocativa. La struttura si organizza attorno a un elemento centrale, una sorta di cornice irregolare in argento brunito, che accoglie al suo interno inserti lignei segnati dal tempo. Le superfici non levigate, le ossidazioni e le variazioni cromatiche del materiale raccontano una storia di uso e trasformazione, suggerendo un passato concreto e vissuto. Le catene pendenti introducono una dimensione dinamica, creando un ritmo visivo che accompagna il movimento del corpo. La scelta dei materiali è particolarmente significativa: il legno recuperato da imbarcazioni del Mediterraneo diventa elemento simbolico potente, capace di evocare viaggi, attraversamenti e memorie collettive. L’argento, lavorato in modo non uniforme, amplifica questa tensione tra preziosità e fragilità, tra permanenza e precarietà. La composizione, pur nella sua apparente asimmetria, mantiene un equilibrio calibrato, in cui ogni elemento trova una collocazione funzionale e simbolica. I piccoli pendenti laterali, anch’essi realizzati con materiali eterogenei, estendono il racconto oltre il nucleo centrale, suggerendo frammenti di una narrazione più ampia. Migranti si configura così come una riflessione sulla memoria e sul movimento, sulla condizione di passaggio e sulle tracce che essa lascia. Un’opera che invita a indossare non solo un oggetto, ma una storia, restituendo al gioiello una dimensione etica e narrativa capace di connettere materia, esperienza e identità.
Sandro Serradifalco
Nell’opera Migranti, l’artista traduce il linguaggio della scultura in una forma indossabile, trasformando il gioiello in dispositivo narrativo e testimonianza materica. Il girocollo si presenta come una composizione articolata, in cui metallo e legno dialogano in un equilibrio carico di significato, superando la funzione ornamentale per assumere una valenza profondamente evocativa. La struttura si organizza attorno a un elemento centrale, una sorta di cornice irregolare in argento brunito, che accoglie al suo interno inserti lignei segnati dal tempo. Le superfici non levigate, le ossidazioni e le variazioni cromatiche del materiale raccontano una storia di uso e trasformazione, suggerendo un passato concreto e vissuto. Le catene pendenti introducono una dimensione dinamica, creando un ritmo visivo che accompagna il movimento del corpo. La scelta dei materiali è particolarmente significativa: il legno recuperato da imbarcazioni del Mediterraneo diventa elemento simbolico potente, capace di evocare viaggi, attraversamenti e memorie collettive. L’argento, lavorato in modo non uniforme, amplifica questa tensione tra preziosità e fragilità, tra permanenza e precarietà. La composizione, pur nella sua apparente asimmetria, mantiene un equilibrio calibrato, in cui ogni elemento trova una collocazione funzionale e simbolica. I piccoli pendenti laterali, anch’essi realizzati con materiali eterogenei, estendono il racconto oltre il nucleo centrale, suggerendo frammenti di una narrazione più ampia. Migranti si configura così come una riflessione sulla memoria e sul movimento, sulla condizione di passaggio e sulle tracce che essa lascia. Un’opera che invita a indossare non solo un oggetto, ma una storia, restituendo al gioiello una dimensione etica e narrativa capace di connettere materia, esperienza e identità.
Sandro Serradifalco
MARINA LEBRO

Migranti, girocollo scultura in argento lavorato e brunito a mano, con inserti materici di legni di recupero di vecchie imbarcazioni del Mediterraneo