MARIANA CAMELIA PADURET

La luce divina s’infonde, tecnica mista, cm 80×120

Nell’opera si struttura una visione fortemente simbolica e verticale, in cui la composizione si organizza attorno a un asse centrale luminoso che attraversa lo spazio pittorico come una fenditura o un varco, introducendo una dimensione di passaggio tra realtà visibile e tensione interiore. La figura umana, posta in primo piano e rappresentata in controluce, si staglia come presenza solitaria e silenziosa, ridotta a silhouette essenziale, quasi a sottolinearne la condizione universale più che individuale, mentre il suo orientamento verso la luce suggerisce un movimento mentale e spirituale più che fisico. Il fascio luminoso, costruito attraverso stratificazioni di blu intensi e inserti più chiari e brillanti, assume una qualità quasi trascendente, evocando un’energia verticale che attrae e allo stesso tempo interroga la figura, trasformandosi in elemento di tensione e di possibile rivelazione. Ai lati, la materia pittorica si addensa in campiture scure e mosse, attraversate da segni ondulati che suggeriscono una dimensione fluida, quasi acquatica, in contrasto con la rigidità geometrica del varco centrale, creando così un equilibrio tra ordine e caos, tra stabilità e instabilità percettiva. La superficie riflettente nella parte inferiore amplifica questa dinamica, duplicando la figura e la luce in un gioco di rimandi che accentua la profondità simbolica dell’immagine e introduce il tema della soglia, del doppio e della coscienza. Dal punto di vista cromatico, la prevalenza dei blu e dei neri costruisce un’atmosfera densa e introspettiva, in cui la luce centrale si impone come elemento di rottura e di orientamento, guidando lo sguardo e il senso dell’intera composizione. L’opera si offre così come una riflessione sulla condizione dell’individuo di fronte all’ignoto, sul desiderio di attraversamento e sulla tensione verso una dimensione altra, in cui la luce diventa simbolo di ricerca, di possibilità e di trasformazione interiore.

Sandro Serradifalco

Nell’opera si struttura una visione fortemente simbolica e verticale, in cui la composizione si organizza attorno a un asse centrale luminoso che attraversa lo spazio pittorico come una fenditura o un varco, introducendo una dimensione di passaggio tra realtà visibile e tensione interiore. La figura umana, posta in primo piano e rappresentata in controluce, si staglia come presenza solitaria e silenziosa, ridotta a silhouette essenziale, quasi a sottolinearne la condizione universale più che individuale, mentre il suo orientamento verso la luce suggerisce un movimento mentale e spirituale più che fisico. Il fascio luminoso, costruito attraverso stratificazioni di blu intensi e inserti più chiari e brillanti, assume una qualità quasi trascendente, evocando un’energia verticale che attrae e allo stesso tempo interroga la figura, trasformandosi in elemento di tensione e di possibile rivelazione. Ai lati, la materia pittorica si addensa in campiture scure e mosse, attraversate da segni ondulati che suggeriscono una dimensione fluida, quasi acquatica, in contrasto con la rigidità geometrica del varco centrale, creando così un equilibrio tra ordine e caos, tra stabilità e instabilità percettiva. La superficie riflettente nella parte inferiore amplifica questa dinamica, duplicando la figura e la luce in un gioco di rimandi che accentua la profondità simbolica dell’immagine e introduce il tema della soglia, del doppio e della coscienza. Dal punto di vista cromatico, la prevalenza dei blu e dei neri costruisce un’atmosfera densa e introspettiva, in cui la luce centrale si impone come elemento di rottura e di orientamento, guidando lo sguardo e il senso dell’intera composizione. L’opera si offre così come una riflessione sulla condizione dell’individuo di fronte all’ignoto, sul desiderio di attraversamento e sulla tensione verso una dimensione altra, in cui la luce diventa simbolo di ricerca, di possibilità e di trasformazione interiore.

Sandro Serradifalco

MARIANA CAMELIA PADURET

La luce divina s’infonde, tecnica mista, cm 80×120