MARIKA ARCESE

Infinito, materico, acrilico su tela, pasta strutturale e 2 foglie oro, cm 2 tele da 30×80

Con Infinito Marika Arcese esplora una dimensione pittorica che trascende il visibile per farsi esperienza sensibile e meditativa. Le due tele verticali si pongono come un dittico aperto, non narrativo ma ritmico, in cui il dialogo tra materia e luce diventa il vero fulcro concettuale dell’opera. La scelta del formato slanciato accentua l’idea di continuità ascensionale, di un movimento che non conosce inizio né fine, ma si rigenera costantemente nello spazio e nello sguardo. La superficie pittorica è dominata da una gestualità ampia e circolare, quasi calligrafica, che incide la pasta strutturale con segni avvolgenti e stratificati. Queste tracce, mai casuali, costruiscono una trama dinamica che richiama l’idea di flusso, di energia in perenne trasformazione. Il colore di fondo, tenue e misurato, funge da campo di silenzio, da spazio di sospensione su cui la materia può emergere con forza senza mai risultare eccessiva. L’oro, applicato in foglia, non assume un valore decorativo, ma simbolico. È luce che affiora dalla materia, eco di una dimensione spirituale e atemporale. L’oro cattura e riflette lo sguardo, mutando a seconda dell’incidenza luminosa e rendendo l’opera viva, cangiante, mai identica a se stessa. In questo senso, Infinito non si offre come immagine da contemplare passivamente, ma come esperienza da attraversare. Arcese lavora sulla soglia tra controllo e abbandono, tra struttura e libertà gestuale. Il segno, pur istintivo, è sempre governato da un equilibrio interno che evita ogni deriva caotica. Le due tele, pur autonome, si richiamano reciprocamente, suggerendo un continuum visivo e concettuale che rimanda all’idea di eterno ritorno, di ciclo cosmico e interiore.

Con Infinito Marika Arcese esplora una dimensione pittorica che trascende il visibile per farsi esperienza sensibile e meditativa. Le due tele verticali si pongono come un dittico aperto, non narrativo ma ritmico, in cui il dialogo tra materia e luce diventa il vero fulcro concettuale dell’opera. La scelta del formato slanciato accentua l’idea di continuità ascensionale, di un movimento che non conosce inizio né fine, ma si rigenera costantemente nello spazio e nello sguardo. La superficie pittorica è dominata da una gestualità ampia e circolare, quasi calligrafica, che incide la pasta strutturale con segni avvolgenti e stratificati. Queste tracce, mai casuali, costruiscono una trama dinamica che richiama l’idea di flusso, di energia in perenne trasformazione. Il colore di fondo, tenue e misurato, funge da campo di silenzio, da spazio di sospensione su cui la materia può emergere con forza senza mai risultare eccessiva. L’oro, applicato in foglia, non assume un valore decorativo, ma simbolico. È luce che affiora dalla materia, eco di una dimensione spirituale e atemporale. L’oro cattura e riflette lo sguardo, mutando a seconda dell’incidenza luminosa e rendendo l’opera viva, cangiante, mai identica a se stessa. In questo senso, Infinito non si offre come immagine da contemplare passivamente, ma come esperienza da attraversare. Arcese lavora sulla soglia tra controllo e abbandono, tra struttura e libertà gestuale. Il segno, pur istintivo, è sempre governato da un equilibrio interno che evita ogni deriva caotica. Le due tele, pur autonome, si richiamano reciprocamente, suggerendo un continuum visivo e concettuale che rimanda all’idea di eterno ritorno, di ciclo cosmico e interiore.

MARIKA ARCESE

Infinito, materico, acrilico su tela, pasta strutturale e 2 foglie oro, cm 2 tele da 30×80