MARIA RITA GONA

In buona compagnia, tecnica mista su compensato, cm 73×60
Nell’opera “In buona compagnia” l’artista costruisce una scena di forte impatto simbolico in cui ironia, memoria storica e cultura popolare convivono all’interno della stessa composizione. Al centro dell’immagine compare una figura femminile seduta su un’altalena, rappresentata con un linguaggio figurativo nitido e contemporaneo: l’abito nero, i guanti e le scarpe rosse introducono un elemento di seduzione elegante, quasi teatrale, che cattura immediatamente lo sguardo dello spettatore.
Al di sopra della scena si dispiega invece una dimensione completamente diversa. I volti scolpiti del Monte Rushmore emergono come un’apparizione sospesa tra le nuvole, evocando il peso della storia e della memoria politica. Accanto a queste icone del passato compare il volto di una figura contemporanea, creando un contrasto visivo e concettuale che mette in dialogo epoche, potere e rappresentazione pubblica.
La composizione è costruita su un equilibrio tra leggerezza e monumentalità. L’altalena introduce un senso di movimento e di gioco, mentre le grandi figure scolpite suggeriscono stabilità e permanenza. Questo contrasto produce una tensione narrativa che invita lo spettatore a interrogarsi sul rapporto tra immagine, storia e società. La tecnica mista su compensato consente all’artista di combinare segno grafico e stesure pittoriche con grande libertà espressiva. Le tonalità neutre dello sfondo amplificano la presenza della figura femminile e dei volti monumentali, creando uno spazio quasi metafisico in cui realtà e immaginazione si sovrappongono.
In “In buona compagnia” l’opera si configura come una riflessione visiva sul potere delle immagini e sui simboli che costruiscono la memoria collettiva. Tra ironia sottile e provocazione iconografica, l’artista propone una scena che mette in dialogo seduzione, storia e identità culturale, lasciando allo spettatore il compito di decifrarne le molteplici letture.
Sandro Serradifalco
Nell’opera “In buona compagnia” l’artista costruisce una scena di forte impatto simbolico in cui ironia, memoria storica e cultura popolare convivono all’interno della stessa composizione. Al centro dell’immagine compare una figura femminile seduta su un’altalena, rappresentata con un linguaggio figurativo nitido e contemporaneo: l’abito nero, i guanti e le scarpe rosse introducono un elemento di seduzione elegante, quasi teatrale, che cattura immediatamente lo sguardo dello spettatore.
Al di sopra della scena si dispiega invece una dimensione completamente diversa. I volti scolpiti del Monte Rushmore emergono come un’apparizione sospesa tra le nuvole, evocando il peso della storia e della memoria politica. Accanto a queste icone del passato compare il volto di una figura contemporanea, creando un contrasto visivo e concettuale che mette in dialogo epoche, potere e rappresentazione pubblica.
La composizione è costruita su un equilibrio tra leggerezza e monumentalità. L’altalena introduce un senso di movimento e di gioco, mentre le grandi figure scolpite suggeriscono stabilità e permanenza. Questo contrasto produce una tensione narrativa che invita lo spettatore a interrogarsi sul rapporto tra immagine, storia e società. La tecnica mista su compensato consente all’artista di combinare segno grafico e stesure pittoriche con grande libertà espressiva. Le tonalità neutre dello sfondo amplificano la presenza della figura femminile e dei volti monumentali, creando uno spazio quasi metafisico in cui realtà e immaginazione si sovrappongono.
In “In buona compagnia” l’opera si configura come una riflessione visiva sul potere delle immagini e sui simboli che costruiscono la memoria collettiva. Tra ironia sottile e provocazione iconografica, l’artista propone una scena che mette in dialogo seduzione, storia e identità culturale, lasciando allo spettatore il compito di decifrarne le molteplici letture.
Sandro Serradifalco
MARIA RITA GONA

In buona compagnia, tecnica mista su compensato, cm 73×60