MARIA NATALI

Nell’opera si manifesta una presenza sospesa tra memoria e idealizzazione, in cui il volto scolpito si offre come superficie sensibile capace di trattenere un’emozione silenziosa e stratificata. La composizione si concentra interamente sulla testa, isolata e sollevata da un supporto che ne amplifica la dimensione quasi reliquiaria, trasformandola in icona più che in semplice ritratto. Il volto, dagli occhi socchiusi e dall’espressione assorta, suggerisce uno stato interiore di abbandono o meditazione, mentre la lieve inclinazione e la morbidezza dei tratti introducono una tensione tra naturalismo e astrazione. Il copricapo, con il suo andamento avvolgente e il segno circolare sulla fronte, assume una valenza simbolica, evocando appartenenze culturali o dimensioni archetipiche che trascendono l’identità individuale. La materia, trattata con una superficie vibrante e irregolare, conserva le tracce del gesto plastico, rendendo visibile il dialogo tra mano e forma, tra costruzione e dissolvenza. La patina metallica, con le sue variazioni tonali tra luci e ossidazioni, contribuisce a creare un gioco sottile di riflessi che anima il volto senza irrigidirlo, mantenendolo in una condizione di continua trasformazione percettiva. Il contrasto con la base, più fredda e lineare, introduce un elemento di contemporaneità che spezza la dimensione puramente evocativa della testa, ponendo l’opera in un equilibrio dinamico tra passato e presente. In questa sintesi tra figurazione e tensione simbolica, l’artista costruisce un’immagine che non si limita a rappresentare, ma invita a una contemplazione lenta, in cui il volto diventa luogo di proiezione emotiva e di riconoscimento universale.
Sandro Serradifalco
Nell’opera si manifesta una presenza sospesa tra memoria e idealizzazione, in cui il volto scolpito si offre come superficie sensibile capace di trattenere un’emozione silenziosa e stratificata. La composizione si concentra interamente sulla testa, isolata e sollevata da un supporto che ne amplifica la dimensione quasi reliquiaria, trasformandola in icona più che in semplice ritratto. Il volto, dagli occhi socchiusi e dall’espressione assorta, suggerisce uno stato interiore di abbandono o meditazione, mentre la lieve inclinazione e la morbidezza dei tratti introducono una tensione tra naturalismo e astrazione. Il copricapo, con il suo andamento avvolgente e il segno circolare sulla fronte, assume una valenza simbolica, evocando appartenenze culturali o dimensioni archetipiche che trascendono l’identità individuale. La materia, trattata con una superficie vibrante e irregolare, conserva le tracce del gesto plastico, rendendo visibile il dialogo tra mano e forma, tra costruzione e dissolvenza. La patina metallica, con le sue variazioni tonali tra luci e ossidazioni, contribuisce a creare un gioco sottile di riflessi che anima il volto senza irrigidirlo, mantenendolo in una condizione di continua trasformazione percettiva. Il contrasto con la base, più fredda e lineare, introduce un elemento di contemporaneità che spezza la dimensione puramente evocativa della testa, ponendo l’opera in un equilibrio dinamico tra passato e presente. In questa sintesi tra figurazione e tensione simbolica, l’artista costruisce un’immagine che non si limita a rappresentare, ma invita a una contemplazione lenta, in cui il volto diventa luogo di proiezione emotiva e di riconoscimento universale.
Sandro Serradifalco
MARIA NATALI
