LIA CHIA

Multiverso 5, acrilico su tela, cm 60×80

Nell’opera Multiverso 5, Lia Chia costruisce uno spazio visivo sospeso e rarefatto, in cui la dimensione naturale si trasfigura in esperienza percettiva e quasi meditativa. L’immagine si apre come una soglia silenziosa, in cui acqua e vegetazione si incontrano senza soluzione di continuità, dando origine a un paesaggio che sfugge a una precisa collocazione reale per collocarsi in una dimensione altra. La composizione è impostata su una struttura verticale-discendente, scandita dai rami sottili che calano dall’alto come trame leggere, quasi filamenti organici che connettono cielo e superficie acquatica. Questo ritmo lineare, reiterato ma mai rigido, guida lo sguardo verso il basso, dove l’acqua, increspata da movimenti appena accennati, introduce una vibrazione più fluida e orizzontale. La tavolozza cromatica si articola attorno a una dominante di verdi e turchesi, modulati in una gamma tonale delicata e continua. Le velature leggere e le trasparenze creano un’atmosfera lattiginosa, quasi nebbiosa, in cui la luce sembra diffondersi senza una fonte precisa, contribuendo a dissolvere i contorni e a sospendere la percezione del tempo. Particolarmente significativa è la qualità della superficie pittorica: le colature, le stratificazioni e le leggere increspature della materia restituiscono una sensazione tattile che dialoga con il tema dell’acqua e della trasformazione. La pittura non descrive, ma suggerisce, lasciando emergere un equilibrio sottile tra controllo e abbandono. Multiverso 5 si configura così come una riflessione sulla continuità tra elementi e dimensioni, sulla permeabilità dei confini tra visibile e invisibile. Un’opera che invita a un’esperienza contemplativa, in cui lo sguardo si perde e si ritrova, attraversando uno spazio che è insieme paesaggio e stato interiore.

Sandro Serradifalco

Nell’opera Multiverso 5, Lia Chia costruisce uno spazio visivo sospeso e rarefatto, in cui la dimensione naturale si trasfigura in esperienza percettiva e quasi meditativa. L’immagine si apre come una soglia silenziosa, in cui acqua e vegetazione si incontrano senza soluzione di continuità, dando origine a un paesaggio che sfugge a una precisa collocazione reale per collocarsi in una dimensione altra. La composizione è impostata su una struttura verticale-discendente, scandita dai rami sottili che calano dall’alto come trame leggere, quasi filamenti organici che connettono cielo e superficie acquatica. Questo ritmo lineare, reiterato ma mai rigido, guida lo sguardo verso il basso, dove l’acqua, increspata da movimenti appena accennati, introduce una vibrazione più fluida e orizzontale. La tavolozza cromatica si articola attorno a una dominante di verdi e turchesi, modulati in una gamma tonale delicata e continua. Le velature leggere e le trasparenze creano un’atmosfera lattiginosa, quasi nebbiosa, in cui la luce sembra diffondersi senza una fonte precisa, contribuendo a dissolvere i contorni e a sospendere la percezione del tempo. Particolarmente significativa è la qualità della superficie pittorica: le colature, le stratificazioni e le leggere increspature della materia restituiscono una sensazione tattile che dialoga con il tema dell’acqua e della trasformazione. La pittura non descrive, ma suggerisce, lasciando emergere un equilibrio sottile tra controllo e abbandono. Multiverso 5 si configura così come una riflessione sulla continuità tra elementi e dimensioni, sulla permeabilità dei confini tra visibile e invisibile. Un’opera che invita a un’esperienza contemplativa, in cui lo sguardo si perde e si ritrova, attraversando uno spazio che è insieme paesaggio e stato interiore.

Sandro Serradifalco

LIA CHIA

Multiverso 5, acrilico su tela, cm 60×80