LAURA BROCATO

Il viaggio, acrilico a spatola e pennello su tela, cm 70×140

In Il viaggio Laura Brocato affronta il tema dell’attraversamento come condizione esistenziale, scegliendo una figurazione sospesa tra realtà e visione. La presenza umana, colta di spalle e collocata su una fragile imbarcazione, diventa emblema universale dell’individuo in cammino, solo di fronte a uno spazio vasto, instabile e carico di tensioni emotive. La composizione è costruita su un delicato equilibrio tra materia e segno. La spatola modella superfici dense e stratificate, dando corpo a un paesaggio che sembra emergere dalla memoria più che da una precisa collocazione geografica. Il pennello, invece, interviene con passaggi più morbidi, suggerendo riflessi, vibrazioni luminose e un’atmosfera rarefatta, quasi metafisica. Le colature verticali di colore scuro attraversano la scena come ferite o tracce del tempo, interrompendo la quiete apparente e introducendo una dimensione drammatica, inquieta. Il colore si muove su una gamma di toni terrosi, grigi e ocra, illuminati da un fondo dorato che allude a una luce interiore più che naturale. Questa luce non consola, ma accompagna: è una promessa fragile, un orizzonte possibile ma mai certo. L’acqua, riflettente e instabile, amplifica il senso di precarietà, trasformandosi in uno specchio dell’animo umano.  In quest’opera Brocato non racconta un viaggio fisico, ma un passaggio interiore fatto di attese, silenzi e scelte. L’assenza di uno sguardo diretto sul volto del protagonista invita l’osservatore a identificarsi, a proiettare la propria esperienza in quella figura anonima. Il viaggio diventa così una metafora aperta, un’immagine sospesa tra speranza e disincanto, in cui la pittura si fa linguaggio emotivo e riflessione profonda sul senso del procedere umano.

In Il viaggio Laura Brocato affronta il tema dell’attraversamento come condizione esistenziale, scegliendo una figurazione sospesa tra realtà e visione. La presenza umana, colta di spalle e collocata su una fragile imbarcazione, diventa emblema universale dell’individuo in cammino, solo di fronte a uno spazio vasto, instabile e carico di tensioni emotive. La composizione è costruita su un delicato equilibrio tra materia e segno. La spatola modella superfici dense e stratificate, dando corpo a un paesaggio che sembra emergere dalla memoria più che da una precisa collocazione geografica. Il pennello, invece, interviene con passaggi più morbidi, suggerendo riflessi, vibrazioni luminose e un’atmosfera rarefatta, quasi metafisica. Le colature verticali di colore scuro attraversano la scena come ferite o tracce del tempo, interrompendo la quiete apparente e introducendo una dimensione drammatica, inquieta. Il colore si muove su una gamma di toni terrosi, grigi e ocra, illuminati da un fondo dorato che allude a una luce interiore più che naturale. Questa luce non consola, ma accompagna: è una promessa fragile, un orizzonte possibile ma mai certo. L’acqua, riflettente e instabile, amplifica il senso di precarietà, trasformandosi in uno specchio dell’animo umano.  In quest’opera Brocato non racconta un viaggio fisico, ma un passaggio interiore fatto di attese, silenzi e scelte. L’assenza di uno sguardo diretto sul volto del protagonista invita l’osservatore a identificarsi, a proiettare la propria esperienza in quella figura anonima. Il viaggio diventa così una metafora aperta, un’immagine sospesa tra speranza e disincanto, in cui la pittura si fa linguaggio emotivo e riflessione profonda sul senso del procedere umano.

LAURA BROCATO

Il viaggio, acrilico a spatola e pennello su tela, cm 70×140