SONIA LAIACONA

Manifesto, acrilici e tempere su cartone pressato, cm 73×83

Nell’opera “Manifesto” Laiacona costruisce un’immagine di forte impatto emotivo in cui pittura e parola si fondono in un unico gesto espressivo. Il volto femminile, rappresentato frontalmente ma spezzato in due campi cromatici contrastanti, diventa il centro di una tensione visiva che oscilla tra presenza e lacerazione interiore. L’occhio, intenso e penetrante, emerge come punto focale della composizione, quasi a restituire allo spettatore uno sguardo carico di interrogativi e di memoria. La superficie pittorica, realizzata con acrilici e tempere su cartone pressato, è attraversata da colature, graffi e stratificazioni materiche che amplificano la dimensione drammatica dell’immagine, trasformando il volto in una sorta di paesaggio emotivo segnato dal tempo e dalle esperienze. Accanto alla figura, la scrittura diventa parte integrante dell’opera: le parole tracciate sulla tela non sono semplice testo, ma un vero e proprio grido visivo che interroga il rapporto tra rispetto, tradizione e identità. Il messaggio, diretto e provocatorio, rompe il silenzio evocato dalla frase finale e trasforma la pittura in una dichiarazione, in un atto di consapevolezza e di denuncia. Il contrasto tra i rossi accesi, i neri profondi e le superfici grigie crea un equilibrio instabile che rafforza il senso di conflitto e di introspezione. In “Manifesto” la pittura si fa voce, trasformando il volto e la parola in strumenti di riflessione sulla dignità, sulla memoria e sul valore della libertà individuale.

Sandro Serradifalco

Con I sentieri dell’attesa Maria Colletti offre una sintesi alta e consapevole della propria ricerca artistica, in cui vita, esperienza e immaginazione confluiscono in un’unica visione poetica. La sua capacità creativa emerge innanzitutto dalla concezione stessa dell’opera: il libro aperto, elemento ricorrente di memoria e conoscenza, si trasforma in spazio narrativo e simbolico, luogo fisico dell’esistenza e metafora del tempo vissuto. Questa scelta non è solo formale, ma profondamente legata al percorso umano e artistico dell’autrice, da sempre attenta ai temi dell’interiorità, dell’attesa e del senso del cammino individuale.

Il libro diventa così paesaggio dell’anima. Le sue pagine accolgono sentieri che si snodano dolcemente verso l’orizzonte, alludendo ai percorsi della vita, alle deviazioni, alle soste e alle attese che ne scandiscono il ritmo. La creatività di Colletti si manifesta nella capacità di rendere questi concetti astratti immediatamente leggibili attraverso immagini semplici ma dense di significato. Nulla è casuale: la natura, il tramonto, la profondità dello spazio concorrono a creare una dimensione sospesa, dove il tempo sembra rallentare per lasciare spazio alla riflessione.

La figura anziana, colta in un momento di silenziosa concentrazione, rappresenta una presenza universale, lontana da qualsiasi intento descrittivo o autobiografico diretto, ma intimamente connessa alla sensibilità dell’artista. Colletti, nel corso della sua vita e della sua attività pittorica, ha maturato uno sguardo empatico sul tempo che passa, trasformandolo in occasione di consapevolezza e non di perdita. In questo senso, il personaggio diventa simbolo dell’uomo che si confronta con la propria storia, sostando lungo i “sentieri dell’attesa” prima di una nuova comprensione.

Elemento di grande originalità creativa è l’inserimento del testo poetico sulla pagina destra del libro. La parola scritta non accompagna l’immagine, ma la completa, fondendosi con essa. Questa integrazione tra linguaggio verbale e pittorico riflette il percorso di Maria Colletti, artista che ha sempre concepito la pittura come forma di racconto e di meditazione, capace di dialogare con la letteratura e con la dimensione spirituale dell’esistenza.

La padronanza tecnica dell’olio su tela sostiene con equilibrio l’invenzione concettuale. La luce calda del crepuscolo, la morbidezza delle cromie, la cura dei passaggi tonali rivelano una pittura matura, frutto di anni di ricerca e di pratica costante. La tecnica non è mai esibita, ma diventa strumento silenzioso al servizio dell’idea, confermando una creatività che nasce dalla profondità del pensiero prima ancora che del gesto pittorico. In I sentieri dell’attesa Maria Colletti condensa così il proprio percorso umano e artistico: una pittura che nasce dall’esperienza vissuta, si nutre di memoria e si apre a una dimensione universale. La sua capacità creativa risiede proprio in questa sintesi rara, dove immaginazione, tecnica e riflessione esistenziale convivono armonicamente, offrendo allo spettatore non solo un’immagine da osservare, ma un tempo da abitare.

Sandro Serradifalco

SONIA LAIACONA

Manifesto, acrilici e tempere su cartone pressato, cm 73×83