DANIELA TAMBURELLO

Fondale marino, tecnica mista su tela, cm 70×100
Nell’opera “Fondale marino” l’artista costruisce una visione immersiva in cui la superficie pittorica diventa spazio liquido e profondità immaginaria. La composizione si sviluppa attraverso un campo cromatico dominato dalle tonalità del blu, declinate in sfumature che oscillano tra trasparenza e densità materica, evocando la percezione mutevole delle profondità marine. Le forme emergono e si dissolvono all’interno di questo ambiente fluido, suggerendo la presenza di organismi, rocce e tracce naturali che sembrano affiorare dalla memoria del mare.
La tecnica mista consente una ricca stratificazione della superficie, dove colature, spruzzi e interventi materici generano una texture complessa e vibrante. Il colore appare sedimentato in velature sovrapposte che creano effetti di profondità, mentre segni più incisivi e materici attraversano la tela come frammenti di strutture organiche o coralline. In alcuni punti la materia sembra quasi cristallizzarsi, suggerendo la presenza di relitti naturali o di elementi fossilizzati che il tempo ha depositato sul fondo.
La composizione non si affida a una descrizione naturalistica, ma a una costruzione evocativa che lascia spazio all’immaginazione dello spettatore. Tra le macchie cromatiche e le tracce gestuali si percepiscono figure appena accennate, presenze che affiorano e si dissolvono come visioni sommerse, contribuendo a creare un’atmosfera sospesa e contemplativa.
In “Fondale marino” la pittura si trasforma così in un’esperienza sensoriale e poetica. L’opera non rappresenta semplicemente il mare, ma restituisce la sensazione di immergersi in uno spazio profondo e silenzioso, dove materia, colore e gesto pittorico si fondono per evocare il mistero e la vitalità del mondo sommerso.
Sandro Serradifalco
Nell’opera “Fondale marino” l’artista costruisce una visione immersiva in cui la superficie pittorica diventa spazio liquido e profondità immaginaria. La composizione si sviluppa attraverso un campo cromatico dominato dalle tonalità del blu, declinate in sfumature che oscillano tra trasparenza e densità materica, evocando la percezione mutevole delle profondità marine. Le forme emergono e si dissolvono all’interno di questo ambiente fluido, suggerendo la presenza di organismi, rocce e tracce naturali che sembrano affiorare dalla memoria del mare.
La tecnica mista consente una ricca stratificazione della superficie, dove colature, spruzzi e interventi materici generano una texture complessa e vibrante. Il colore appare sedimentato in velature sovrapposte che creano effetti di profondità, mentre segni più incisivi e materici attraversano la tela come frammenti di strutture organiche o coralline. In alcuni punti la materia sembra quasi cristallizzarsi, suggerendo la presenza di relitti naturali o di elementi fossilizzati che il tempo ha depositato sul fondo.
La composizione non si affida a una descrizione naturalistica, ma a una costruzione evocativa che lascia spazio all’immaginazione dello spettatore. Tra le macchie cromatiche e le tracce gestuali si percepiscono figure appena accennate, presenze che affiorano e si dissolvono come visioni sommerse, contribuendo a creare un’atmosfera sospesa e contemplativa.
In “Fondale marino” la pittura si trasforma così in un’esperienza sensoriale e poetica. L’opera non rappresenta semplicemente il mare, ma restituisce la sensazione di immergersi in uno spazio profondo e silenzioso, dove materia, colore e gesto pittorico si fondono per evocare il mistero e la vitalità del mondo sommerso.
Sandro Serradifalco
DANIELA TAMBURELLO

Fondale marino, tecnica mista su tela, cm 70×100