DANIELA BIELLA

In attesa, olio su tela, cm 60×80
Nell’opera si configura una visione notturna e sospesa, in cui la pittura si fa materia instabile e vibrante, capace di evocare una dimensione liminale tra presenza e dissolvenza. La composizione è dominata da una grande luna, resa come un cerchio luminoso e imperfetto, che incombe sulla scena come un occhio vigile o una coscienza superiore, riflettendosi su una superficie acquatica appena accennata e introducendo un asse verticale che organizza l’intero spazio. Sotto questa luce fredda e rarefatta, una sequenza di figure emerge dal buio: corpi allungati, sfumati, quasi consumati dalla stessa materia pittorica che li genera, privi di una definizione stabile e sospesi tra apparizione e sparizione. La loro disposizione orizzontale suggerisce un movimento lento e corale, ma privo di direzione certa, come un’umanità in transito o in attesa, colta in uno stato di smarrimento silenzioso. La scelta monocromatica amplifica la tensione emotiva dell’opera, trasformando il contrasto tra luce e oscurità in elemento narrativo principale, mentre la pennellata, irregolare e stratificata, contribuisce a dissolvere i contorni e a rendere instabile la percezione. Non vi è un punto focale rassicurante: lo sguardo è costretto a vagare tra le presenze evanescenti e la luce distante, instaurando un dialogo inquieto tra il visibile e l’indefinito. In questa visione, l’artista costruisce una riflessione sulla condizione umana come esperienza di transitorietà e perdita di identità, in cui la collettività non si traduce in comunione, ma in una prossimità fragile e silenziosa, attraversata da una luce che illumina senza realmente rivelare.
Sandro Serradifalco
Nell’opera si configura una visione notturna e sospesa, in cui la pittura si fa materia instabile e vibrante, capace di evocare una dimensione liminale tra presenza e dissolvenza. La composizione è dominata da una grande luna, resa come un cerchio luminoso e imperfetto, che incombe sulla scena come un occhio vigile o una coscienza superiore, riflettendosi su una superficie acquatica appena accennata e introducendo un asse verticale che organizza l’intero spazio. Sotto questa luce fredda e rarefatta, una sequenza di figure emerge dal buio: corpi allungati, sfumati, quasi consumati dalla stessa materia pittorica che li genera, privi di una definizione stabile e sospesi tra apparizione e sparizione. La loro disposizione orizzontale suggerisce un movimento lento e corale, ma privo di direzione certa, come un’umanità in transito o in attesa, colta in uno stato di smarrimento silenzioso. La scelta monocromatica amplifica la tensione emotiva dell’opera, trasformando il contrasto tra luce e oscurità in elemento narrativo principale, mentre la pennellata, irregolare e stratificata, contribuisce a dissolvere i contorni e a rendere instabile la percezione. Non vi è un punto focale rassicurante: lo sguardo è costretto a vagare tra le presenze evanescenti e la luce distante, instaurando un dialogo inquieto tra il visibile e l’indefinito. In questa visione, l’artista costruisce una riflessione sulla condizione umana come esperienza di transitorietà e perdita di identità, in cui la collettività non si traduce in comunione, ma in una prossimità fragile e silenziosa, attraversata da una luce che illumina senza realmente rivelare.
Sandro Serradifalco
DANIELA BIELLA

In attesa, olio su tela, cm 60×80