ANTONIO LUCIA COSTAS

Angelo della Pace, acrilico su tela, cm 50×70
In Angelo della Pace, Antonio Costas Lucia elabora una visione simbolica e universale del tema della pace, costruendo un’immagine che attinge a un immaginario archetipico, spirituale e interculturale. L’opera si configura come una sorta di icona laica, in cui elementi religiosi, mitologici e contemporanei convivono in un linguaggio pittorico chiaro, diretto e fortemente comunicativo.
La figura centrale dell’angelo, collocata su una colonna che reca l’iscrizione “PAX”, assume una postura frontale e solenne, richiamando le antiche raffigurazioni sacre e le sculture votive. Le grandi ali dorate, aperte e simmetriche, evocano protezione e trascendenza, ma anche energia attiva, come se la pace non fosse uno stato passivo bensì una forza da difendere e sostenere. Il volto essenziale, segnato dalla presenza del terzo occhio, introduce il tema della coscienza superiore, della visione interiore e della conoscenza che supera i confini del visibile.
Il simbolismo è centrale nella costruzione dell’opera: il segno della pace collocato sul petto dell’angelo diventa cuore pulsante dell’immagine, dichiarazione esplicita di intenti etici e civili. Attorno a questa figura si sviluppa un universo narrativo complesso, popolato da presenze emblematiche. I due volti umani in primo piano, differenti per colore della pelle ma uniti in una stessa forma, alludono all’unità nella diversità, alla coesistenza delle identità come fondamento imprescindibile della pace. La loro fusione visiva suggerisce un’umanità condivisa, oltre ogni separazione razziale o culturale.
La zebra alata, elemento surreale e spiazzante, rafforza il messaggio di armonia tra gli opposti. Bianco e nero, animale e simbolo, realtà e immaginazione si fondono in una figura che incarna l’equilibrio possibile tra forze contrastanti. È un’immagine di speranza, che invita a immaginare un mondo riconciliato, capace di superare le proprie dicotomie.
Dal punto di vista cromatico, la composizione è dominata da campiture nette e colori primari, che conferiscono all’opera una leggibilità immediata e una forte potenza iconica. L’uso dell’acrilico accentua la pulizia del segno e la compattezza delle superfici, rendendo il messaggio diretto, quasi manifesto visivo.
Angelo della Pace non si limita a rappresentare un ideale astratto, ma si propone come un’immagine programmatica, un invito alla responsabilità collettiva. Antonio Costas Lucia costruisce un’opera che parla un linguaggio universale, capace di attraversare culture e sensibilità diverse, ricordando che la pace non è un’utopia distante, ma una scelta consapevole, possibile solo attraverso conoscenza, rispetto e unità.
In Angelo della Pace, Antonio Costas Lucia elabora una visione simbolica e universale del tema della pace, costruendo un’immagine che attinge a un immaginario archetipico, spirituale e interculturale. L’opera si configura come una sorta di icona laica, in cui elementi religiosi, mitologici e contemporanei convivono in un linguaggio pittorico chiaro, diretto e fortemente comunicativo.
La figura centrale dell’angelo, collocata su una colonna che reca l’iscrizione “PAX”, assume una postura frontale e solenne, richiamando le antiche raffigurazioni sacre e le sculture votive. Le grandi ali dorate, aperte e simmetriche, evocano protezione e trascendenza, ma anche energia attiva, come se la pace non fosse uno stato passivo bensì una forza da difendere e sostenere. Il volto essenziale, segnato dalla presenza del terzo occhio, introduce il tema della coscienza superiore, della visione interiore e della conoscenza che supera i confini del visibile.
Il simbolismo è centrale nella costruzione dell’opera: il segno della pace collocato sul petto dell’angelo diventa cuore pulsante dell’immagine, dichiarazione esplicita di intenti etici e civili. Attorno a questa figura si sviluppa un universo narrativo complesso, popolato da presenze emblematiche. I due volti umani in primo piano, differenti per colore della pelle ma uniti in una stessa forma, alludono all’unità nella diversità, alla coesistenza delle identità come fondamento imprescindibile della pace. La loro fusione visiva suggerisce un’umanità condivisa, oltre ogni separazione razziale o culturale.
La zebra alata, elemento surreale e spiazzante, rafforza il messaggio di armonia tra gli opposti. Bianco e nero, animale e simbolo, realtà e immaginazione si fondono in una figura che incarna l’equilibrio possibile tra forze contrastanti. È un’immagine di speranza, che invita a immaginare un mondo riconciliato, capace di superare le proprie dicotomie.
Dal punto di vista cromatico, la composizione è dominata da campiture nette e colori primari, che conferiscono all’opera una leggibilità immediata e una forte potenza iconica. L’uso dell’acrilico accentua la pulizia del segno e la compattezza delle superfici, rendendo il messaggio diretto, quasi manifesto visivo.
Angelo della Pace non si limita a rappresentare un ideale astratto, ma si propone come un’immagine programmatica, un invito alla responsabilità collettiva. Antonio Costas Lucia costruisce un’opera che parla un linguaggio universale, capace di attraversare culture e sensibilità diverse, ricordando che la pace non è un’utopia distante, ma una scelta consapevole, possibile solo attraverso conoscenza, rispetto e unità.
ANTONIO COSTAS LUCIA

Angelo della Pace, acrilico su tela, cm 50×70