CONSTANTIN HANGU

Mistica, olio su cartone, cm 55×40
Nell’opera Mistica, Costel Hangu costruisce una visione sospesa tra dimensione simbolica e suggestione onirica, in cui la figura femminile si erge come presenza ieratica all’interno di uno spazio che sfugge alle coordinate della realtà. La scena si configura come un luogo di passaggio, un territorio intermedio in cui elementi naturali e architettonici convivono in un equilibrio sospeso. La composizione è dominata dalla verticalità della figura centrale, il cui corpo allungato stabilisce un asse stabile attorno al quale si organizza l’intero impianto visivo. Il bastone che regge nella mano destra e la bilancia nella sinistra introducono una chiara valenza simbolica, suggerendo temi legati alla misura, al giudizio e alla conoscenza. Attorno a lei, lo spazio si apre in una costruzione prospettica ariosa, culminante nella struttura cupolare che sovrasta la scena, evocando un’architettura ideale, quasi metafisica. La tavolozza cromatica si articola su toni limpidi e luminosi, in cui azzurri, verdi e tocchi di luce costruiscono un’atmosfera tersa e rarefatta. Il colore, steso con precisione e continuità, contribuisce a definire una dimensione quasi cristallina, in cui ogni elemento appare sospeso in una calma irreale. Particolarmente significativa è la relazione tra la figura e l’ambiente circostante: l’acqua che lambisce i piedi, le rocce, la statua sullo sfondo, tutti elementi che ampliano il campo simbolico senza appesantirlo, suggerendo un dialogo tra umano, naturale e spirituale. Mistica si configura così come una riflessione sull’equilibrio tra forze opposte, sulla ricerca di armonia e senso all’interno di una realtà complessa. Un’opera che invita a una lettura stratificata, in cui il dato figurativo si apre a una dimensione più profonda, sospesa tra mito, introspezione e visione.
Sandro Serradifalco
Nell’opera Mistica, Costel Hangu costruisce una visione sospesa tra dimensione simbolica e suggestione onirica, in cui la figura femminile si erge come presenza ieratica all’interno di uno spazio che sfugge alle coordinate della realtà. La scena si configura come un luogo di passaggio, un territorio intermedio in cui elementi naturali e architettonici convivono in un equilibrio sospeso. La composizione è dominata dalla verticalità della figura centrale, il cui corpo allungato stabilisce un asse stabile attorno al quale si organizza l’intero impianto visivo. Il bastone che regge nella mano destra e la bilancia nella sinistra introducono una chiara valenza simbolica, suggerendo temi legati alla misura, al giudizio e alla conoscenza. Attorno a lei, lo spazio si apre in una costruzione prospettica ariosa, culminante nella struttura cupolare che sovrasta la scena, evocando un’architettura ideale, quasi metafisica. La tavolozza cromatica si articola su toni limpidi e luminosi, in cui azzurri, verdi e tocchi di luce costruiscono un’atmosfera tersa e rarefatta. Il colore, steso con precisione e continuità, contribuisce a definire una dimensione quasi cristallina, in cui ogni elemento appare sospeso in una calma irreale. Particolarmente significativa è la relazione tra la figura e l’ambiente circostante: l’acqua che lambisce i piedi, le rocce, la statua sullo sfondo, tutti elementi che ampliano il campo simbolico senza appesantirlo, suggerendo un dialogo tra umano, naturale e spirituale. Mistica si configura così come una riflessione sull’equilibrio tra forze opposte, sulla ricerca di armonia e senso all’interno di una realtà complessa. Un’opera che invita a una lettura stratificata, in cui il dato figurativo si apre a una dimensione più profonda, sospesa tra mito, introspezione e visione.
Sandro Serradifalco
CONSTANTIN HANGU

Mistica, olio su cartone, cm 55×40