CARLOTTA MUSACCHIA

Frammenti di Amore e Psiche, cm 50×50

Nell’opera Frammenti di Amore e Psiche, l’artista costruisce una rilettura contemporanea del mito, in cui la citazione iconografica si intreccia a una riflessione sulla fragilità e sulla discontinuità del sentimento. La scena, riconoscibile nella sua matrice classica, viene attraversata da una frattura visiva che ne altera profondamente la percezione, trasformando l’immagine in un campo di tensione tra memoria e perdita. La composizione si articola attorno al gruppo centrale, colto in un gesto di intimità sospesa, ma spezzato da una rete di crepe che attraversa la superficie pittorica. Questo elemento non è solo decorativo, ma agisce come dispositivo concettuale, interrompendo la continuità dell’immagine e suggerendo una condizione di instabilità emotiva. Il vuoto che si apre verso destra amplifica ulteriormente questa sensazione, creando un contrasto tra densità figurativa e dissolvenza. La tavolozza cromatica si muove tra toni neutri e velature leggere, in cui i grigi e i bianchi dialogano con accenni di colore più delicati. La materia pittorica, lavorata in modo stratificato, alterna superfici levigate a zone più materiche e incise, restituendo una texture complessa che rafforza il senso di frammentazione. Particolarmente significativa è l’inserzione di elementi cartacei, che introducono una dimensione temporale e narrativa, come tracce di un racconto che si sovrappone alla rappresentazione mitica. Questi frammenti, insieme alle crepe, suggeriscono una memoria stratificata, fatta di sovrapposizioni e cancellazioni. Frammenti di Amore e Psiche si configura così come una meditazione sulla natura del legame, sulla sua vulnerabilità e sulla possibilità di persistere nonostante la rottura. Un’opera che, attraverso il dialogo tra classico e contemporaneo, restituisce un’immagine in cui l’amore non è più ideale compiuto, ma tensione continua tra unione e disgregazione.

Sandro Serradifalco

Nell’opera Frammenti di Amore e Psiche, l’artista costruisce una rilettura contemporanea del mito, in cui la citazione iconografica si intreccia a una riflessione sulla fragilità e sulla discontinuità del sentimento. La scena, riconoscibile nella sua matrice classica, viene attraversata da una frattura visiva che ne altera profondamente la percezione, trasformando l’immagine in un campo di tensione tra memoria e perdita. La composizione si articola attorno al gruppo centrale, colto in un gesto di intimità sospesa, ma spezzato da una rete di crepe che attraversa la superficie pittorica. Questo elemento non è solo decorativo, ma agisce come dispositivo concettuale, interrompendo la continuità dell’immagine e suggerendo una condizione di instabilità emotiva. Il vuoto che si apre verso destra amplifica ulteriormente questa sensazione, creando un contrasto tra densità figurativa e dissolvenza. La tavolozza cromatica si muove tra toni neutri e velature leggere, in cui i grigi e i bianchi dialogano con accenni di colore più delicati. La materia pittorica, lavorata in modo stratificato, alterna superfici levigate a zone più materiche e incise, restituendo una texture complessa che rafforza il senso di frammentazione. Particolarmente significativa è l’inserzione di elementi cartacei, che introducono una dimensione temporale e narrativa, come tracce di un racconto che si sovrappone alla rappresentazione mitica. Questi frammenti, insieme alle crepe, suggeriscono una memoria stratificata, fatta di sovrapposizioni e cancellazioni. Frammenti di Amore e Psiche si configura così come una meditazione sulla natura del legame, sulla sua vulnerabilità e sulla possibilità di persistere nonostante la rottura. Un’opera che, attraverso il dialogo tra classico e contemporaneo, restituisce un’immagine in cui l’amore non è più ideale compiuto, ma tensione continua tra unione e disgregazione.

Sandro Serradifalco

MARIA COLLETTI

Frammenti di Amore e Psiche, cm 50×50