Barbara Fundarò

Quindici, tecnica mista su tela, cm 79×100

In Quindici Barbara Fundarò costruisce un’immagine sospesa tra intimità e tensione simbolica, dove la figura femminile emerge come fulcro narrativo e campo emotivo al tempo stesso. La composizione si articola su un equilibrio dinamico tra segno e colore: il disegno, essenziale ma incisivo, definisce i contorni del volto e del corpo con una linea nervosa, mentre le campiture cromatiche intervengono per intensificare lo spazio psicologico dell’opera. I lunghi capelli rossi, che si distendono in una diagonale fluida e avvolgente, diventano elemento strutturale e metaforico, un flusso energetico che attraversa la tela e la anima, contrapponendosi alla fissità meditativa dello sguardo. Il volto, delineato con precisione grafica, è rivolto lateralmente, in un atteggiamento di ascolto interiore o di attesa, e la scelta di lasciare ampie zone del corpo appena accennate amplifica la dimensione sospesa della scena, come se la figura fosse colta in uno stato di passaggio tra presenza e sogno. Il fondo, dominato da un intenso giallo che si espande sopra un verde compatto, introduce una tensione luminosa che dialoga con il rosso dei capelli, creando un contrasto vibrante ma calibrato; questa opposizione cromatica non è decorativa, bensì strutturale, poiché contribuisce a definire lo spazio emotivo in cui la protagonista è immersa. La postura, con il braccio sollevato e il corpo reclinato, suggerisce un gesto che è insieme protezione e abbandono, mentre il segno grafite che attraversa alcune parti della tela mantiene visibile il processo creativo, restituendo all’opera una dimensione di immediatezza e autenticità. Fundarò lavora sulla soglia tra figurazione e sintesi espressiva, evitando il compiacimento realistico per privilegiare una resa che affida alla linea e al colore il compito di evocare stati d’animo. In questo senso Quindici si configura come un ritratto interiore più che descrittivo, un’indagine sulla femminilità intesa non come posa ma come flusso, come energia che si espande e si ritrae. La tela diventa così spazio di risonanza emotiva, dove ogni elemento – dal taglio compositivo alla scelta cromatica – concorre a costruire un’immagine intensa, vibrante, attraversata da una sottile tensione tra forza e vulnerabilità.

Sandro Serradifalco

In Quindici Barbara Fundarò costruisce un’immagine sospesa tra intimità e tensione simbolica, dove la figura femminile emerge come fulcro narrativo e campo emotivo al tempo stesso. La composizione si articola su un equilibrio dinamico tra segno e colore: il disegno, essenziale ma incisivo, definisce i contorni del volto e del corpo con una linea nervosa, mentre le campiture cromatiche intervengono per intensificare lo spazio psicologico dell’opera. I lunghi capelli rossi, che si distendono in una diagonale fluida e avvolgente, diventano elemento strutturale e metaforico, un flusso energetico che attraversa la tela e la anima, contrapponendosi alla fissità meditativa dello sguardo. Il volto, delineato con precisione grafica, è rivolto lateralmente, in un atteggiamento di ascolto interiore o di attesa, e la scelta di lasciare ampie zone del corpo appena accennate amplifica la dimensione sospesa della scena, come se la figura fosse colta in uno stato di passaggio tra presenza e sogno. Il fondo, dominato da un intenso giallo che si espande sopra un verde compatto, introduce una tensione luminosa che dialoga con il rosso dei capelli, creando un contrasto vibrante ma calibrato; questa opposizione cromatica non è decorativa, bensì strutturale, poiché contribuisce a definire lo spazio emotivo in cui la protagonista è immersa. La postura, con il braccio sollevato e il corpo reclinato, suggerisce un gesto che è insieme protezione e abbandono, mentre il segno grafite che attraversa alcune parti della tela mantiene visibile il processo creativo, restituendo all’opera una dimensione di immediatezza e autenticità. Fundarò lavora sulla soglia tra figurazione e sintesi espressiva, evitando il compiacimento realistico per privilegiare una resa che affida alla linea e al colore il compito di evocare stati d’animo. In questo senso Quindici si configura come un ritratto interiore più che descrittivo, un’indagine sulla femminilità intesa non come posa ma come flusso, come energia che si espande e si ritrae. La tela diventa così spazio di risonanza emotiva, dove ogni elemento – dal taglio compositivo alla scelta cromatica – concorre a costruire un’immagine intensa, vibrante, attraversata da una sottile tensione tra forza e vulnerabilità.

Sandro Serradifalco

Barbara Fundarò

Quindici, tecnica mista su tela, cm 79×100