ANTONELLA MARIA GIORDANO

Oro materico, vari materiali su tela, cm 60 copia
Nell’opera “Oro materico” l’artista costruisce una superficie circolare che si impone come presenza tattile e simbolica, trasformando la materia in protagonista assoluta della composizione. La forma del disco richiama immediatamente archetipi antichi – il sole, il pianeta, il sigillo – suggerendo una dimensione cosmica e rituale che trascende la semplice struttura formale. L’intera superficie appare come un territorio stratificato, attraversato da segni, incrostazioni e frammenti che evocano un paesaggio primordiale o una crosta terrestre osservata da vicino.
La composizione si sviluppa attraverso una complessa aggregazione di materiali diversi che generano rilievi, asperità e variazioni tattili. Sabbie, pigmenti, fibre e inserti organici si fondono in una trama densa e irregolare, dove l’oro domina cromaticamente trasformando la materia grezza in una superficie luminosa e quasi sacrale. I piccoli accenti di colore scuro e rosso che affiorano tra le stratificazioni introducono profondità e tensione visiva, suggerendo movimenti interni alla materia stessa.
L’opera non propone una rappresentazione figurativa, ma un’esperienza sensoriale costruita attraverso la fisicità della superficie. La luce si posa sulle increspature e sulle sporgenze del materiale creando ombre minute che amplificano la percezione del rilievo, rendendo la composizione dinamica nonostante la sua apparente staticità.
In “Oro materico” la pittura si trasforma così in un processo di sedimentazione e trasformazione. L’opera appare come una reliquia contemporanea in cui la materia, elevata a linguaggio espressivo, diventa testimonianza di energia, tempo e trasformazione creativa.
Sandro Serradifalco
Nell’opera “Oro materico” l’artista costruisce una superficie circolare che si impone come presenza tattile e simbolica, trasformando la materia in protagonista assoluta della composizione. La forma del disco richiama immediatamente archetipi antichi – il sole, il pianeta, il sigillo – suggerendo una dimensione cosmica e rituale che trascende la semplice struttura formale. L’intera superficie appare come un territorio stratificato, attraversato da segni, incrostazioni e frammenti che evocano un paesaggio primordiale o una crosta terrestre osservata da vicino.
La composizione si sviluppa attraverso una complessa aggregazione di materiali diversi che generano rilievi, asperità e variazioni tattili. Sabbie, pigmenti, fibre e inserti organici si fondono in una trama densa e irregolare, dove l’oro domina cromaticamente trasformando la materia grezza in una superficie luminosa e quasi sacrale. I piccoli accenti di colore scuro e rosso che affiorano tra le stratificazioni introducono profondità e tensione visiva, suggerendo movimenti interni alla materia stessa.
L’opera non propone una rappresentazione figurativa, ma un’esperienza sensoriale costruita attraverso la fisicità della superficie. La luce si posa sulle increspature e sulle sporgenze del materiale creando ombre minute che amplificano la percezione del rilievo, rendendo la composizione dinamica nonostante la sua apparente staticità.
In “Oro materico” la pittura si trasforma così in un processo di sedimentazione e trasformazione. L’opera appare come una reliquia contemporanea in cui la materia, elevata a linguaggio espressivo, diventa testimonianza di energia, tempo e trasformazione creativa.
Sandro Serradifalco
ANTONELLA MARIA GIORDANO

Oro materico, vari materiali su tela, cm 60 copia