ALESSIA CASELLATO – SABINO VASSALLI

Spiritualità e materia, propilene e tempera, cm 50×70
In questa composizione la narrazione visiva si articola attraverso una sintassi frammentata che dissolve ogni distinzione netta tra figura e ambiente. Il pescatore, appena accennato, emerge come presenza evanescente, quasi risucchiata da un sistema di forme organiche che rimandano al mondo acquatico: pesci, correnti, riflessi si intrecciano in un tessuto visivo compatto e pulsante. La materia pittorica, spessa e irregolare, introduce una dimensione tattile che interrompe la lettura lineare e invita a uno sguardo più ravvicinato, quasi esplorativo. Non si tratta di una superficie descrittiva, ma di un campo energetico in cui il colore — dominato da variazioni di blu, con innesti verdi e violacei — costruisce un ambiente fluido, instabile, privo di punti fissi. Un osservatore più critico potrebbe rilevare come la costruzione per comparti e contorni marcati richiami soluzioni già storicizzate, rischiando una certa prevedibilità formale. Tuttavia, qui tale scelta appare coerente con l’intento espressivo: la frammentazione diventa linguaggio, traduzione visiva di un’esperienza immersiva in cui l’uomo non domina lo spazio, ma vi si disperde. In una prospettiva alternativa, l’opera può essere letta come una visione simultanea, dove più piani percettivi convivono senza gerarchia. Il pescatore non è più soggetto attivo, ma elemento tra gli elementi, parte di un sistema più ampio che lo ingloba e lo ridefinisce. Ne deriva un’immagine sospesa, in cui identità e ambiente si fondono in un equilibrio instabile e continuamente rinegoziato.
Sandro Serradifalco
In questa composizione la narrazione visiva si articola attraverso una sintassi frammentata che dissolve ogni distinzione netta tra figura e ambiente. Il pescatore, appena accennato, emerge come presenza evanescente, quasi risucchiata da un sistema di forme organiche che rimandano al mondo acquatico: pesci, correnti, riflessi si intrecciano in un tessuto visivo compatto e pulsante. La materia pittorica, spessa e irregolare, introduce una dimensione tattile che interrompe la lettura lineare e invita a uno sguardo più ravvicinato, quasi esplorativo. Non si tratta di una superficie descrittiva, ma di un campo energetico in cui il colore — dominato da variazioni di blu, con innesti verdi e violacei — costruisce un ambiente fluido, instabile, privo di punti fissi. Un osservatore più critico potrebbe rilevare come la costruzione per comparti e contorni marcati richiami soluzioni già storicizzate, rischiando una certa prevedibilità formale. Tuttavia, qui tale scelta appare coerente con l’intento espressivo: la frammentazione diventa linguaggio, traduzione visiva di un’esperienza immersiva in cui l’uomo non domina lo spazio, ma vi si disperde. In una prospettiva alternativa, l’opera può essere letta come una visione simultanea, dove più piani percettivi convivono senza gerarchia. Il pescatore non è più soggetto attivo, ma elemento tra gli elementi, parte di un sistema più ampio che lo ingloba e lo ridefinisce. Ne deriva un’immagine sospesa, in cui identità e ambiente si fondono in un equilibrio instabile e continuamente rinegoziato.
Sandro Serradifalco
ALESSIA CASELLATO – SABINO VASSALLI

Spiritualità e materia, propilene e tempera, cm 50×70